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Intelligenza Artificiale: secondo Microsoft è al pari dell’uomo

Intelligenza Artificiale: secondo Microsoft è al pari dell’uomo

Intelligenza artificiale:per Redmond, i software di nuova generazione possono intrattenere un discorso con un interlocutore in carne e ossa, senza grosse differenze con l’uomo

Analizziamo il termine “Intelligenza artificiale”

L’intelligenza artificiale (o IA, dalle iniziali delle due parole, in italiano) è l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.

L’intelligenza artificiale è una disciplina dibattuta tra scienziati e filosofi, che manifesta aspetti teorici e pratici oltre che etici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un’abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.

Uno dei problemi principali dell’intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell’uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che le concretizzano e realizzano (in modo orientato all’obiettivo).

Origine del termine “Intelligenza artificiale”

L’espressione “Intelligenza Artificiale” (Artificial Intelligence) fu coniata nel 1956 dal matematico statunitense John McCarthy, durante un seminario interdisciplinare svoltosi nel New Hampshire. Secondo le parole di Marvin Minsky, uno dei “pionieri” della I.A., lo scopo di questa nuova disciplina sarebbe stato quello di “far fare alle macchine delle cose che richiederebbero l’intelligenza se fossero fatte dagli uomini”.

intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale secondo Microsoft

Ci avviciniamo sempre di più al punto di non ritorno, quello in cui robot e umani saranno quasi indistinguibili. Non parliamo dell’aspetto fisico ovviamente ma del modo di comunicare, online e offline. Stando agli ultimi traguardi raggiunti da Microsoft, quel momento è sempre più vicino, almeno per quanto riguarda il riconoscimento vocale. In un documento pubblicato in settimana, il gruppo Microsoft Artificial Intelligence and Research ha spiegato come i sistemi interni di speech recognition abbiano oramai raggiunto il livello dell’uomo; ovvero possono risconoscere il contenuto di una discussione senza grossi problemi. La “parità” di cui parla Microsoft si basa su dati empirici, test ed esercizi svolti negli ultimi tempi e confrontati con quelli del passato.

Lo Sviluppo avanzato

Ad esempio, la media di errore di un professionista delle trascrizioni è di circa il 5,9% nel settore di riferimento globale Switchboard, mentre sale all’11,3% nella porzione CallHome. In entrambe, l’Intelligenza Artificiale ha raggiunto un nuovo stato dell’arte, eguagliando i risultati umani, un punto di riferimento fondamentale per i progetti futuri. SI tratta della prima volta che un software, pur avanzato, raggiunge la parità con l’essere umano all’interno della metrica di rilevazione del riconoscimento vocale. Di certo questo non è l’obiettivo finale ma solo una tappa verso il percorso di affinamento e ottimizzazione intrapreso da Microsoft. Decenni di studi sono serviti a perfezionare i meccanismi con cui i computer possono ricostruire contestualmente il discorso di una o più persone. I vari Google, Microsoft, HP, IBM e BBN hanno realizzato, negli anni, le loro declinazioni di programmi, anche consumer, in grado di interagire in maniera più ampia con l’utente. “La pietra che abbiamo appena fondato semplificherà d’ora in poi lo sviluppo di prodotti in grado di capire meglio quello che diciamo. Dall’intrattenimento della Xbox al supporto di Cortana, gli assistenti personali digitali sono pronti per un vero salto verso il domani”, ha spiegato Microsoft.

Caratteristiche di un’intelligenza artificiale

Le attività e le capacità dell’Intelligenza Artificiale dal punto di vista sia filosofico che tecnologico comprendono:

  • l’apprendimento automatico (machine learning), utile in contesti quale il gioco degli scacchi;
  • la rappresentazione della conoscenza e il ragionamento automatico in maniera simile a quanto fatto dalla mente umana;
  • la pianificazione (planning);
  • la cooperazione tra agenti intelligenti, sia software sia hardware (robot);
  • l’elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing);
  • la simulazione della visione e dell’interpretazione di immagini, come nel caso dell’OCR o del riconoscimento facciale.

Software noti di intelligenza artificiale

  • Cleverbot – E’ un’applicazione web IA che studia come mimare delle conversazioni umane comunicando con gli umani. È stata creata dallo scienziato delle intelligenze artificiali Rollo Carpenter, il quale inventò ancheJabberwacky, un’applicazione simile. Nel primo decennio della sua esistenza, dopo essere stata inventata nel 1988, Cleverbot tenne migliaia di conversazioni con Carpenter e i suoi colleghi. Dal 1997, anno in cui fu lanciato sul web, il numero delle conversazioni ha superato i 65 milioni. Cleverbot ha partecipato a un test di Turing insieme con degli umani durante il festival Techniche 2011 all’IIT Guwahati in India, il 3 settembre 2011. I risultati dei 1334 voti sono stati annunciati il 4 settembre 2011. Cleverbot è stato giudicato essere al 59,3% umano. Gli umani partecipanti hanno raggiunto appena il 63,3%. Un punteggio del 50% o superiore è spesso considerato un superamento del Test. “Questa è una cifra piuttosto incredibile. È anche molto più di quello che mi aspettavo, o addirittura speravo”, ha commentato Rollo Carpenter durante una lezione al festival Techniche. “I risultati del test di ieri superano il 50%, e si potrebbe parlare di tutto questo per affermare che Cleverbot adesso ha superato il test di Turing, qua al Techniche 2011”.

    Cleverbot si differenzia dai tradizionali chatterbot per il fatto che l’utente non tiene una conversazione con un programma che risponde direttamente a un testo inserito. Invece, quando l’utente inserisce il testo, l’algoritmo seleziona in anticipo delle frasi provenienti dai database delle conversazioni precedenti. È stato affermato che “parlare con Cleverbot è un po’ come parlare con la comunità di Internet”.Ma non vale la pena

  • 20q – E’ un’implementazione avanzata di un classico problema di intelligenza artificiale, messo sotto forma di un semplice videogioco. Il giocatore pensa in precedenza a un qualunque oggetto e il programma tenta di indovinarlo ponendogli domande che possono avere una risposta del tipo “Sì” o “No”. 20q sta per 20 questions, ovvero “20 domande”, perché questo era il titolo di un analogo quiz radiotelevisivo degli anni quaranta. Di solito 20q pone circa 20 domande, ma questo numero è indicativo.
    Quando il programma non è in grado di indovinare un oggetto, si arrende e chiede al giocatore di inserire la risposta da tastiera. A questo punto il nuovo oggetto diventa noto e viene salvato nella base dati, e grazie alle informazioni date dal giocatore, d’ora in avanti potrà essere indovinato.
    Già negli anni settanta esisteva un gioco simile, Animal, che utilizza un albero binario per classificare gli animali e indovinarli per esclusione. 20q ha una struttura molto più adattabile, supporta anche risposte del tipo “Forse” o “A volte” ed è in grado di gestire situazioni ambigue in cui i giocatori danno informazioni errate o soggettive. Inoltre, in caso di insuccesso, il gioco porrà 10 ulteriori domande all’utente prima di dichiarare il fallimento.20q si basa su un programma sviluppato già a partire dal 1988, che utilizza una rete neurale per classificare gli oggetti e apprendere nuove conoscenze.
    Nel 1995 il programma è stato pubblicato sotto forma di videogioco per browser, disponibile in diverse lingue tra cui l’italiano; da allora, chiunque può partecipare liberamente al gioco e ogni nuova parola che il programma non riesce a indovinare entra a far parte delle sue conoscenze.
  • Boids – E’  un software di intelligenza artificiale realizzato nel 1986 da Craig Reynolds allo scopo di simulare il comportamento degli stormi di uccelli in volo.
    Il software si basa  sull’interazione tra forme di vita artificiale, dette boid, che si muovono in un contesto tridimensionale. Nello scenario più semplice, le intelligenze artificiali decidono di modificare le proprie traiettorie sulla base di tre regole:

    • separazione: il boid sterza al fine di evitare il sovraffollamento locale (dunque si allontana dai boid vicini)
    • allineamento: il boid sterza al fine di allinearsi alle traiettorie di volo dei boid vicini
    • coesione: il boid sterza al fine di muoversi verso la posizione media (baricentro) dei boid vicini

    In scenari più complessi sono state introdotte altre regole, finalizzate ad esempio ad evitare ostacoli o raggiungere obiettivi. Il moto dei boid può essere caotico o ordinato.

Credits: Wikipedia – D4trade

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Rocco Balzamà

Rocco Balzamà

Admin & CEO Rocco Balzamà Studio & Agency at ErreBi Group S.r.l.
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