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I terroristi usano le chat di Playstation 4 per comunicare tra di loro

Secondo quanto riportato dal ministro degli affari federali del Belgio i terroristi dell’ISIS sfruttano la Playstation 4 per comunicare fra loro. 

I network delle console offrono molti modi per restare anonimi e il resto lo fa il numero degli utenti.

Le cellule terroristiche dell’ISIS sfrutterebbero il network della Playstation 4 per comunicare fra loro. La notizia viene da Jean Jambon, ministro degli affari federali del Belgio, nazione Europea che,  secondo le statistiche,  fino ad oggi più di ogni altra ha fornito guerriglieri al sedicente Stato Islamico, circa 40 per ogni milione di abitanti che stanno combattendo in Siria e Iraq.

La dichiarazione è stata pubblicata sul The Bulletin: “La cosa che mi tiene sveglio la notte è il ragazzo dietro il suo computer, alla ricerca di messaggi dall’ISIS e altri predicatori di odio” ha detto Jambon, riferendosi all’utilizzo da parte dei terroristi della console PlayStation 4 di Sony, che permette ai criminali di comunicare, oltre ad essere difficile da monitorare da parte delle autorità.

L’idea che il crimine possa usare i network delle console non è nuova. In passato l’FBI aveva chiesto, come spiega Forbes, all’FCC, l’ente americano che sorveglia le telecomunicazioni, di accedere alle reti “peer-to-peer” delle chat nei giochi, soprattutto per intercettare i pedofili che provano ad adescare i bambini su reti come Xbox Live. Anche se l’FCC aveva opposto un diniego, l’ufficio di investigazione federale americano, pare abbia operato per creare un suo sistema di registrazione delle chat. Questo in Europa non pare che sia stato ancora fatto, visto che secondo Jambon “La PlayStation 4 è ancora più difficile da tracciare rispetto a WhatsApp”.

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Non è chiaro attraverso quali modalità i terroristi comunichino fra loro, se usando il Playstation Network o semplicemente attraverso le opzioni di comunicazioni disponibili nelle sessioni multigiocatore, come le chat scritte. In ogni caso, come fanno notare alcuni esperti, al momento sarebbe molto difficile se non impossibile tracciare le sessioni “voce su IP”, una tecnologia molto comune in alcuni giochi multiplayer.

Fanno notare gli esperti, che poi non ci sono solo le comunicazioni in voceche già da sole sarebbero un problema, ma altri sistemi più artigianali ma comunque efficaci per comunicare senza essere scoperti. Qualche esempio? Due giocatori di Call Of Duty potrebbero scrivere un messaggio, che poi sparisce, con dei proiettili su un muro del gioco oppure usando le monete di Super Mario Maker. Infine c’è un ultimo problema: le dimensioni del pubblico. Solo PlayStation Network ha 110 milioni di utenti, di cui 65 sono attivi e se è già difficile costruire un profilo di un sospetto usando le sue abitudini di utilizzo in rete, diventa impossibile farlo usandole sue abitudini di gioco, ammesso che fosse possibile intercettare i messaggi.

In ogni caso il concetto di base è che i terroristi potrebbero accedere ad una chat di un gioco e comunicare liberamente, per via delle difficoltà e dello scarso numero di intercettazioni che vengono svolte e questo rappresenta un vero incubo per gli inquirenti. Del resto le console sono solo uno dei punti forti di chi cerca un sistema per comunicare senza essere intercettati.  Lo stesso Telegram, considerato una della piattaforme più rispettose della privacy e difficile da intercettare, sembra sia usata dai terroristi come mezzo di comunicazione per coordinare le loro azioni.

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Rocco Balzamà

Rocco Balzamà

Admin & CEO Rocco Balzamà Studio & Agency at ErreBi Group S.r.l.
Ethical Hacker | Blogger | Developer | Graphic & Web Designer | Consulente d'Immagine | Social Media Marketing Manager | Copywriter | SEO Specialist | Digital Influencer