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Come le app rubano la memoria e la loro vita segreta

La vita segreta delle app – Come le app rubano la “nostra” memoria e come influenzano la nostra vita reale e virtuale

In informatica, un’applicazione mobile (nota anche con l’abbreviazione app) è un’applicazione software dedicata ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone o tablet.

Cosa è un “App”

Una app per dispositivi mobili si differenzia dalle tradizionali applicazioni sia per il supporto con cui viene usata sia per la concezione che racchiude in sé. Si tratta a tutti gli effetti di un software che per struttura informatica è molto simile a una generica applicazione, ma è caratterizzata da una semplificazione ed eliminazione del superfluo, al fine di ottenere leggerezza, essenzialità e velocità, in linea con le limitate risorse hardware dei dispositivi mobili rispetto ai desktop computer. Il nome stesso, di per sé un’abbreviazione, può essere percepito come una semplificazione del nome completo “applicazione” per dare l’idea di un qualcosa di semplice e piccolo. Le app si suddividono in app native e web app, con i casi intermedi o misti che vengono talvolta definiti app ibride.

App nativa

Consiste in uno strumento informatico che si installa e si utilizza interamente sul proprio dispositivo mobile, vale a dire un insieme di istruzioni informatiche progettate con lo scopo di rendere possibile un servizio o una serie di servizi o strumenti ritenuti utili o desiderabili dall’utente, creata appositamente per uno specifico sistema operativo. L’interazione diretta con le API messe a disposizione dal costruttore del sistema operativo garantirà accesso immediato a tutte le funzionalità del dispositivo oltre a permettere prestazioni ottimali e migliorare sensibilmente l’usabilità. Le app, infatti, vanno ad ampliare le capacità native del dispositivo incluse all’interno del sistema operativo (configurazione di base). Una volta acquistato il dispositivo, sia esso smartphone o tablet, si ha la possibilità di personalizzarlo aggiungendo nuove applicazioni a seconda dei propri gusti ed esigenze.[2] [3] [4]

Web app

Mentre una mobile app è installata fisicamente e interamente sul dispositivo dell’utente, una web app è sostanzialmente un collegamento verso un applicativo remoto, scritto in un linguaggio cross-platform come HTML5, con il codice dell’interfaccia utente che può risiedere sul dispositivo mobile o anch’essa in remoto. Questa soluzione comporta delle importanti conseguenze in termini di funzionamento: il vantaggio principale di una web app consiste nel fatto di non incidere in alcun modo o in maniera minima sulle capacità di memoria del dispositivo e sulle sue capacità di calcolo dei dati in quanto il nucleo elaborativo e/o l’interfaccia utente dell’applicazione è presente su server remoti. Tuttavia, per funzionare, una web app richiede il costante accesso a internet e le sue prestazioni dipenderanno in modo sensibile dalla velocità di connessione.

Distribuzione e commercializzazione delle app

Una app può essere sviluppata per diversi tipi di sistemi operativi mobili e non tutte sono compatibili con ogni tipo di sistema operativo, per evitare problemi di incompatibilità un’applicazione, disponibile per diversi tipi di sistemi, differisce nella propria estensione, come ogni altro programma o file. Al fine di semplificare la ricerca e l’utilizzo delle applicazioni da parte di utenti anche inesperti, la loro distribuzione è gestita da appositi distributori digitali (conosciuti perlopiù con i termini anglosassoni store o market), traducibili in italiano con il termine “negozio”.

Ogni tipo di distributore è vincolato a un sistema operativo, affinché contenga al proprio interno solo applicazioni compatibili con il sistema operativo del dispositivo mobile che si sta utilizzando. Tuttavia, col diffondersi delle applicazioni, esse sono reperibili ovunque, anche direttamente dai siti di coloro che le sviluppano, o dalle aziende o qualsiasi privato che voglia mettere a disposizione una propria applicazione.

Sistemi operativi supportati e relativi distributori digitali

I principali sistemi operativi per dispositivi mobili che offrono un completo supporto per le app di nuova generazione sono 6:

  • Android (Google)
  • iOS (Apple)
  • Windows Phone (Microsoft Corporation)
  • BlackBerry OS (RIM/BlackBerry)
  • Symbian OS (Nokia)
  • Bada OS (Samsung)

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Come le app rubano la “nostra” memoria

I moderni smartphone hanno più memoria di quanto ne avessero i computer fissi una decina di anni fa. Perché quindi prendersi la briga di cancellare i file quando possiamo semplicemente rimpiazzare la vecchia memory card da 64Gb con una card da 128Gb nuova e scintillante, considerando che non constano nemmeno una fortuna?

Nella maggior parte dei casi, comprare nuovi supporti di memoria è una buona idea (visto anche il loro basso costo), ma c’è un aspetto negativo: con tutto questo spazio, non ci preoccupiamo più di quali e quanti file e programmi immagazziniamo nei nostri dispositivi. Secondo la nostra ricerca, gli utenti Android hanno in media 66 app installate sui propri smartphone o tablet. Inoltre, in genere, installano circa 12 nuove app ogni mese, ma ne cancellano 10, con il risultato di 2 app in più ogni mese.

Il vero problema è che non possiamo controllare quello che stanno facendo tutte queste app. Secondo i dati rilevati da Kaspersky Security Network, 96 app Android su 100 si attivano senza che gli utenti le abbiano aperte. E 83 app su 100 hanno accesso a dati sensibili degli utenti come contatti, messaggi, cronologia delle chiamate, file salvati, e così via.

Abbiamo quindi deciso di fare un esperimento e controllare come le app si comportano. Abbiamo scaricato 66 tra le app più popolari per utenti Android e le abbiamo installate su diversi dispositivi previamente resettati. Cosa abbiamo scoperto? Su 66 app, 54 erano attive e stavano consumando 22MB di dati al giorno.

Per fortuna, con l’attuale sistema operativo Android è possibile configurare i dati a cui accedono le app. Si chiama controllo autorizzazioni delle app. Comunque, la maggior parte delle persone ignora questo potente strumento: solo il 40% degli utenti configura i permessi e le aurorizzazioni per ogni app.

Un’altra questione importante da tenere in considerazione quando si decide di tenere app non necessarie, sono le vulnerabilità. In generale, le persone non sono regolari nell’aggiornare i programmi installati nei propri dispositivi: solo il 65% degli utenti aggiorna le app dei loro smartphone non appena esce una nuova versione, e il 24% lo fa solo quando sono obbligati. Più app si hanno, meno probabilità ci sono che l’utente le aggiorni all’istante (nonostante gli sforzi di Google, gli aggiornamenti richiedono ancora tempo e vari click).

Ma gli utenti non sono gli unici a peccare di trascuratezza: anche gli sviluppatori sono disattenti. La nostra ricerca mostra che 88 delle 300 app Android selezionate non vengono mai aggiornate. In questo modo gli utenti sono in pericolo poiché le app e le vulnerabilità potrebbero essere usate dai cybercriminali contro di loro.

I consigli per gestire al meglio le vostra “App”

Ecco perché dovete prendervi cura delle vostre app! E a questo proposito, abbiamo qualche consiglio per voi:

  • Non installate app giusto per il piacere di farlo. Prima di scaricare e installare una nuova app da Google Play, pensateci un momento: avete davvero bisogno di quell’app?
  • Cancellate le app che non usate più. Prendete l’abitudine di fare una pulizia delle app, diciamo, una volta al mese. Ok, siamo realisti: fatelo almeno una volta ogni due mesi.
  • Mantenete le app aggiornate e installate gli aggiornamenti non appena sono disponibili. Le nuove versioni includono spesso fix di sicurezza. Google Play dispone di un’utile funzionalità di auto-update per tutte le app che vengono scaricate dallo store. È una funzionalità comoda, e vi consigliamo di usarla.
  • Configurate i permessi per le app. È importante tenere sott’occhio quelle app che hanno accesso ai dati sensibili. Qui potete trovare un’accurata guida sui permessi per Android.
  • Infine, non fa mai male avere un’app di sicurezza (un antivirus per Android): vi aiuterà a controllare se tra le decine di app che avete installato ce n’è qualcuna dannosa.

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Rocco Balzamà

Rocco Balzamà

Admin & CEO Rocco Balzamà Studio & Agency at ErreBi Group S.r.l.
Ethical Hacker | Blogger | Developer | Graphic & Web Designer | Consulente d'Immagine | Social Media Marketing Manager | Copywriter | SEO Specialist | Digital Influencer