- Home
- iThink
- Vita da Hacker
- Management e leadership: la lezione di Vita da Hacker
Management e leadership: la lezione di Vita da Hacker
Dopo la comunicazione, il libro passa a come si guida un gruppo di persone. Il capitolo 22 percorre un secolo di teorie sul management e leadership, da Taylor a Drucker, e finisce con un principio preso dal buddhismo che vale per chiunque lavori sotto pressione. Interessa anche chi non ha mai avuto un titolo da dirigente, perché ognuno di noi organizza il proprio tempo e quello degli altri.
Management e leadership: una pagina sulla preoccupazione
Tra elenchi di funzioni, stili e metodi, il capitolo si ferma su un punto personale. Ecco il passo.
Nella gestione delle preoccupazioni, sia in ambito personale che professionale, è comune incontrare sfide e situazioni che generano ansia e preoccupazioni. I principi buddhisti offrono una prospettiva illuminante in questo contesto, suggerendo un approccio riflessivo verso le nostre ansie. Ci si invita a interrogarci sulla possibilità di influenzare attivamente le nostre preoccupazioni. Se esiste una via d'azione pratica, allora è opportuno agire, intraprendendo le misure necessarie per gestire la situazione.
Al contrario, se ci troviamo di fronte a un problema al di fuori del nostro controllo, diventa essenziale lasciar perdere quella preoccupazione, focalizzandosi invece su aspetti che possiamo influenzare. Questo tipo di consapevolezza ci permette di liberarci da pensieri superflui e di concentrare le nostre energie su azioni più produttive e risultati tangibili.
Vita da Hacker, capitolo 22 – Il Management
Il significato
Il passo propone un criterio di scelta in due mosse. Se puoi fare qualcosa, falla. Se non puoi, smetti di consumare energia su quel pensiero. La differenza sta nel distinguere le due situazioni con onestà.
Per chi gestisce un progetto è una disciplina. Le fluttuazioni del mercato, le decisioni dei clienti, le mosse altrui restano fuori dalla nostra mano. Il nostro comportamento davanti a quegli eventi ne resta dentro. Il capitolo lo dice chiaro: l'unico elemento su cui abbiamo pieno controllo è la nostra mente e il modo in cui reagiamo.
C'è anche un legame con il tema del libro. L'hacker che studia un sistema sa che non può cambiare le regole del protocollo, ma può scegliere dove cercare.
La scienza dietro
Il capitolo ricostruisce la storia della disciplina con riferimenti che si possono verificare.
- Frederick Taylor pubblica nel 1911 I principi della gestione scientifica: il lavoro si analizza e si misura, come un processo.
- Henri Fayol descrive nel 1916 le funzioni del dirigente, tra cui pianificare, organizzare, comandare, coordinare, controllare.
- Gli studi di Hawthorne, alla Western Electric, spostano l'attenzione sulle relazioni umane e sul clima di lavoro.
- Peter Drucker introduce negli anni Cinquanta la gestione per obiettivi.
- Cyril Northcote Parkinson formula nel 1955 la legge secondo cui il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile.
Il libro li trasforma in pratica con gli obiettivi SMART (specifici, misurabili, realistici, con una scadenza), la tecnica del pomodoro di Francesco Cirillo (25 minuti di lavoro, 5 di pausa) e la matrice di Eisenhower, che separa importante e urgente. Sono strumenti da sviluppatore: piccoli cicli, priorità esplicite, verifica a ogni giro.
Il contesto culturale
Il management nasce con la fabbrica. Il capitolo lo colloca nella Rivoluzione Industriale, quando il lavoro diventa complesso e serve misurarlo. Per decenni l'ideale è l'efficienza della macchina. Poi arriva la scoperta che le persone rendono di più se si sentono ascoltate.
Oggi, scrive l'autore, siamo nell'era contemporanea: cambiamento rapido, tecnologia, attenzione all'equilibrio tra lavoro e vita privata. Chi ha cominciato davanti a un computer di casa ha visto questo passaggio dal vivo, dal capo che controlla al responsabile che sostiene un team.
La distinzione tra management e leadership attraversa tutto il capitolo. Il primo tiene in ordine le operazioni, la seconda dà una direzione. Servono entrambe.
Cosa portarsi a casa
- Scrivi un obiettivo con numero e data. "Migliorare le vendite" non basta. "Aumentare le vendite del 10% entro fine trimestre" sì, ed è l'esempio che usa il libro.
- Distingui ogni preoccupazione in due colonne: ciò che puoi cambiare oggi e ciò che non puoi. Agisci sulla prima.
- Dai ai compiti una scadenza breve, per non cadere nella legge di Parkinson.
- Fai un solo lavoro alla volta: il capitolo ricorda che il multitasking spesso peggiora la qualità.
- Scegli lo stile di guida in base alla situazione. Nelle emergenze serve chiarezza, con persone esperte serve fiducia.
Se questi temi toccano il tuo lavoro di imprenditore o responsabile, puoi partire dal libro Vita da Hacker e proseguire con un percorso di coaching. Nel capitolo precedente, sulla comunicazione, trovi il terreno su cui il management si appoggia.
Il capitolo 22 contiene molto altro: l'ambito delle risorse umane, la qualità, la gestione del cambiamento. Lo trovi per intero nel libro.